[La colpa è delle scie chimiche] Dal barbiere

Secondo me la colpa è delle scie chimiche. Non sa cosa sono professore? Beh, glielo spiego io. Ha presente quelle strisce bianche nel cielo che si intrecciano a formare una specie di rete? Quelle lasciate da alcuni aerei di cui non si conosce la provenienza? Ecco, quelle sono scie chimiche. Un prodotto del nuovo ordine mondiale per controllare la nostra mente.

Che poi qualche effetto a volte lo sento già, ci sono momenti in cui la mia testa sembra scoppiare, preme verso l’esterno tanto forte da farmi male. Di solito capita quando sono nervoso.

Le faccio un esempio. Il mese scorso, come d’abitudine, mio padre mi ha portato dal barbiere di martedì, dice che dopo i due giorni di riposo i barbieri sono più rilassati è il rischio di tagliarsi è molto più basso rispetto agli altri giorni della settimana. Le sembra da paranoici? Provi a pensare a tutti gli incidenti nei saloni di bellezza, quelli che conosco io non sono mai avvenuti di martedì e il giorno peggiore è il sabato. Una coincidenza? Ad un mio amico è saltato via il lobo di un orecchio proprio un sabato pomeriggio, il sangue continuava a scendere come da un rubinetto aperto, gli hanno dovuto mettere quattro punti.

Dicevo, ero dal barbiere e il proprietario mi ha chiesto come volessi il taglio, gli ho spiegato che mi piacevano i capelli corti, ma non troppo, un po’ dritti, ma non volevo sembrare uno scopino da gabinetto. L’ho visto prendere la macchinetta e regolare la profondità del taglio. Poi ha cominciato dalla nuca ed è salito verso la fronte, una, due, tre volte. Pensavo che sapesse quello che stava facendo e l’ho lasciato lavorare mentre sprofondavo nella lettura di un nuovo episodio di Nathan Never (conosco già la sua domanda da psicologo… un giorno poi le spiego di chi si tratta). Dopo circa 20 minuti Mario, il barbiere, mi batte sulla spalla chiedendomi di guardare lo specchio.

Non potevo credere a quello che avevo davanti, il taglio era esattamente quello che gli avevo chiesto di NON fare. Avevo dei peli cortissimi sparati verso l’alto come quelle spazzole per gli animali e sopra le orecchie ero quasi completamente rasato. Mi sono girato verso Mario con la bocca aperta e gli occhi sbarrati, senza riuscire a dire nulla. Le sue parole sono state lapidarie: “Bello vero. Ora farai un figurone con le tue amiche” e ha fatto l’occhiolino.

Figurone? Con quel taglio non avrei avuto nemmeno una possibilità di entrare nell’esercito per conclamata idiozia. La mia testa sembrava un uovo con una spazzola in cima. Non dissi niente e in quello stesso momento ho cominciato a sentire male alla testa. Più passavano i minuti e più sentivo premere.

Una volta tornato a casa sono corso in camera mia e ho chiuso la porta a chiave. Non avevo il coraggio di guardarmi allo specchio. Mi sono messo a letto con la testa sotto il cuscino e pensavo solo ai miei capelli. Il dolore intanto si faceva più intenso, mi sembrava di sentire il cranio pulsare, poi mi sono addormentato.

Il mattino dopo, la voce di mia madre, accompagnata dal bussare insistente alla porta, mi ha ricordato che dovevo andare a scuola. Mi sono alzato e il dolore alla testa era quasi scomparso. Sono andato in bagno per lavarmi i denti e quando mi sono visto allo specchio ho notato che non era poi così male il taglio dei capelli. Non sembravano poi così corti, e ricoprivano in maniera uniforme tutta la testa. Forse il giorno prima avevo visto male, forse lo specchio del barbiere aveva deformato un po’ l’immagine, fatto sta che in quel momento i capelli avevano la lunghezza giusta.

C’era però qualcosa che non mi convinceva in tutta quella situazione, ma questa è un’altra storia. Non ne avevo parlato con nessuno prima di oggi e non sono nemmeno sicuro di fare la cosa giusta, forse anche lei è parte del complotto che vuole controllare il mondo… o forse no.

In ogni caso mi ha chiesto di tenere questo diario e cercherò di farlo, ma alle mie condizioni.

Greg

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