Devi essere un ninja per tirare avanti, un fottutissimo ninja

Bella Zi, come butta ? Yo yo !!! Non faccia il vago, quante volte l’avranno perculata salutandola in questo modo, anche lei deve avere avuto un’infanzia di merda per colpa di un cognome e diciamoci la verità, è stata una buona spinta verso il suo attuale lavoro. Ora siede sulla poltrona, ma fino qualche anno fa era sul divanetto, se guarda bene noterà ancora la forma del culo. C’ho i problemi, cantano i Bestiame, sono fiero, ripetono.

Ti senti quasi compreso, butta allegria, sei speciale e non più solo, poi ci pensi un attimo, ci pensi bene. Grazie al cazzo, per forza, a meno che non vuoi rintanarti in un angolo buio della sala caldaie. La questione non è se giusto o sbagliato, vero o falso, devi convincertene quel tanto che basta per non essere fottuto. Dovremmo andare ad Heaven, con un bel pulmino, lì sanno cosa fare con la gente che ha i problemi, garantito. Spetta spetta spetta, la vedo partire, la sento, arriva, la menata del tutti hanno delle difficoltà d’affrontare. Se io le dicessi che fottesega quasi zero de sta cosa?

Ci tengo a sottolineare quel quasi, non si disperi troppo, ma al momento bastano i chiodi che ho. Ora si chiederà dove voglio arrivare, ma da nessuna parte è solo l’emopensierino che parte a ruota, bisogna lasciarlo correre ogni tanto, se anche lei abitasse in un posto simile a Silent Hill e South Park mi capirebbe. Torniamo a noi, alla spumeggiante vita scolastica. Questa è carina. Durante la pausa vado a prendere il solito caffè, per doparmi un po’, la giornata è ancora lunga. Con me ho gli appunti di matematica, tanto per fare qualcosa di utile. Dopo poco arriva il mio amico Craft, no, non è immaginario, si, anche io ho degli amici, a quanto pare la faccia da statemi lontano non è servita, si siede e mi allunga un ghiacciolo con fare losco, manco fosse uno spacciatore – guarda che t’ho rimediato, me ne ha regalati un paio la signora della cucina, l’ho aiutata a spostare delle scatole – ti ringrazio, ma non ne ho voglia, c’ho ancora il caffè da finire – è pulito, nessuno scherzo, vai tranquillo – non è per quello, non mi va, mangialo te e poi i ghiaccioli mi stanno sulle palle, mi buttano l’ansia – pure i ghiaccioli, questa me la spieghi – se ti dicessi che da anni non riesco a finirne uno, il tempo di due slinguazzate, lo fisso e me lo ritrovo sbrodolato sulla maglietta o tra le mani, mi crederesti ? – no, è che sei lento – lento una ceppa, una congiura ti dico, te lo mostro se vuoi – occhio.

In quel momento prof ho capito l’errore, troppo tardi, non puoi avere la sfrontatezza di fare sani discorsi da ritardato con un amico in un luogo simile e pretendere che nessuno ti senta, è come entrare in uno zoo con le gabbie aperte. Sento l’ombra prima dei passi, poi il ghigno, Mr Red Bull, chiamato così per ovvi motivi, è dietro di me ed ha trovato il suo Happy Meal.  – Allora non sembri solo un deficiente. Ragazzi, questo sottosviluppato ha paura dei gelati, magari li mangia dalla parte sbagliata-. Partono gli insulti, a raffica, parte anche uno sputo, solo perché abbiamo avuto l’ardire di stemperare i toni, parte di tutto, compreso l’embolo, Craft che mi dice – Amico, fatte li cazzi tua-. Io che urlo – Red, a Therabithia c’è ancora tanto posto, perché non attraversi il ponte e te ne vai a fanculo ? -. Poi il buio. Quando riapro gli occhi c’è stata una sparita generale, rimane solo Craft, mi allunga una bottiglietta d’acqua, piange – Do cazzo sta il ghiacciolo Craft ? – L’ho finito – Allora cazzo piangi, è andata bene, dammi una mano.

Per tutti quel giorno, anche per lei, sono caduto accidentalmente dalle scale, dirà che è inaccettabile, intollerabile sempre con i suoi bla bla, le spiego la morale, altrimenti non ci arriva. Se parli sei una merda, se non lo fai un cagasotto, hai perso prima ancora di sederti al tavolo. Devi essere un ninja per tirare avanti, un fottutissimo ninja. Con qualche livido di troppo.

Nanna

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