Gira la ruota!

Sento la musica Prof e tutte le volte mi sento una merda.
No, non sto diventando matto o forse sì? O forse se lei spiccicasse qualche parola ogni tanto sarebbe meglio.
La storia del diario non sta funzionando.

Ad ogni modo, l’altro giorno ero al centro commerciale (ebbene sì, esiste una vita al di fuori di queste maledette mura, lo saprebbe anche lei se uscisse qualche volta e soprattutto se PARLASSE con qualcuno).
Dicevo, ero al centro commerciale per andare a vedere se al negozio di videogiochi era uscito qualcosa di succulento da sbranare. Bello il negozio di videogames soprattutto perché quando ci vado mi sembra di giocare a “ce l’hai”, cammino con passo rapido e a testa bassa, per non farmi “acchiappare” dagli sguardi dei ragazzi e delle ragazze più grandi, magari del mio liceo, pieni di borse con vestiti alla moda. Poi tiro un sospiro di sollievo quando entro nella “casa”, nel negozio.
Lì si che sono al sicuro, circondato da gente a cui non frega niente di cosa combini nella vita, ma che considera il tuo grado di divinità solamente dal tuo punteggio o dai livelli superati.
Benedetta mentalità nerd.

Insomma, ero lì che percorrevo il mio miglio verde, ripetendomi di non alzare la testa e guardarmi intorno quando… l’ho fatto. Non so proprio perché il mio cervello faccia così ultimamente.
Comunque davanti a me chi ti vedo? La biondina della scuola che cammina verso di me, ai lati insieme a lei, le sue amiche. E’ partito il repertorio completo: inizio del rallenty, scomparsa di ogni rumore, musica di sottofondo ed i miei occhi che si soffermavano su ogni movimento della sua testa mentre, sorridente, rivolgeva battute alle sue amiche.
Quando poi lei ha posato il suo sguardo su di me, a quel punto si è interrotto tutto: il sangue mi è salito vorticosamente alla testa ed il cuore batteva così forte che sembrava voler uscire a spallate dalla mia cassa toracica. Ero talmente emozionato che devo aver sfoderato il mio miglior sguardo da ebete sulla biondina e le sue amiche.
Loro naturalmente hanno reagito in maniera decisamente comprensiva: si sono voltate tutte di scatto dall’altra parte. Un vero gruppo di stronze. Il bello è che dopo hanno pure finto di essere disorientate.
Brave, bella scenetta.

Ero talmente deluso da quello spettacolino che insieme alla dignità, se n’era andata anche la voglia di andare al negozio di videogiochi. Così ho girato sui tacchi e mi sono diretto fuori dal centro commerciale.

All’esterno ho assistito ad un altro episodio sconvolgente. Sì Prof, davvero sconvolgente!
Mi stavo dirigendo verso casa grazie alla potente forza motrice dei miei piedi, le ricordo che mi hanno fottuto la bici giorni fa, quando ad un certo punto alzo lo sguardo verso il parcheggio, non sa quante cose si possono vedere smettendo di puntare il pavimento. Comunque, guardo il parcheggio e ritrovo la mia adorata bici. Era tutta intatta e soprattutto non frutto della mia immaginazione, ma cavalcata da un energumeno con la barba di tre giorni. Il che mi ha sconvolto non poco. Cavolo, non credevo di trovarci sopra un ragazzo più grande di quelli del liceo, visto che nella mia testa girava un altro film con un altro copione.
Credevo me l’avessero fregata i bulli del ping pong! E quando si impossessano loro delle bici, queste non tornano più intere dai legittimi proprietari. Vede, per divertirsi infilano la racchetta da ping pong tra i raggi, un po’ come fanno i bambini con la molletta e le carte da gioco, tanto per fare baccano. Il problema è che, al contrario dei mocciosi che fanno rumore pedalando, loro al primo colpo di pedali, si ribaltano spaccando i raggi e la bici e a volte anche qualche osso. Sono degli autentici coglioni, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirglielo.
Ma sto divagando.

Ad un certo punto il tipo mi vede, gira la bici e scappa via impennando. Non c’ho più visto, mi è montato il cristo. D’istinto ho allungato il braccio verso di lui e gli ho buttato addosso tutta la mia rabbia.
In tutta risposta il tipo ha fatto una piroetta su sé stesso, mostrando un’acrobazia scomposta e spalmandosi poi a terra. Dopo qualche secondo di immobilità, si è rialzato con un’aria palesemente confusa e barcollando, è sparito alla vista ribaltandosi in una siepe. Non sono stato lì a riflettere sulla cosa dato che mi sono fiondato a recuperare il mio bolide per poi dirigermi a grandi pedalate verso casa.

Soltanto dopo mi sono fermato a ragionarci su: è strano, ma sembra quasi che a causare queste strane piroette e giri su sé stessi (con annessa confusione e disorientamento post-giro) sia proprio io?? Di sicuro spiegherebbe molte cose…
Non so, ho parecchio materiale su cui riflettere e diverse prove da fare. La terrò informato.

P.S.
Ho deciso per il mio maledetto Club. Scelgo quello di Matematica e scacchi. E’ vero, non capisco una cippa di matematica e non ho mai giocato a scacchi in vita mia, ma in confronto a quella massa di sfigati, io sono Brad Pitt. Com’era il proverbio? In un mondo di ciechi, l’uomo con un occhio solo mette la testa degli altri dentro al cesso. Sì lo so, sono un vigliacco, glielo leggo dietro a quei baffi. Ma che ci vuole fare, almeno ho imparato ad accettarmi.
La terrò informata anche su questo.
Alla prossima.

Nick

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